Basilius Besler
Farmacista e inventore dell'Arte Botanica
La storia della dinamica tra Scienza e Arte è piena di stranezze e paradossi meravigliosi. Prendi Basilius Besler. Il sito Botanical Art and Artists, dedicato all’Arte Botanica passata e presente, apre la pagina a lui dedicata con questa frase:
Basilius Besler non è un artista botanico, ma ha cambiato l’Arte botanica e il corso del suo sviluppo futuro.
Aggiungerei che, come spesso succedeva in passato, Besler non era esattamente un artista e la sua opera più famosa, lo strabiliante libro Hortus Eystettensis (Giardino di Eichstätt) pubblicato nel 1613, ha delle caratteristiche insolite e moderne.
Besler era farmacista, e come tutti i bravi farmacisti del 500 si intendeva di piante. Nacque a Norimberga nel 1561, ebbe due mogli (consecutive), sedici figli e morì nella stessa città nel 1629. A 27 anni aprì una farmacia e creò un giardino botanico (forse medicinale) per il quale divenne famoso, tanto che il Principe Vescovo di Eichstätt lo assunse per curare il proprio giardino botanico, il primo in Germania e l’unico al di fuori dell’Italia, del quale andava assai fiero. Così fiero che nel 1597 incaricò Besler di compilarne un catalogo illustrato, un compito che Besler impiegò sedici anni a terminare e che il Vescovo, morto nel 1612, non riuscì a vedere finito. Sedici anni molto pieni nei quali Basilius, e una schiera di collaboratori, realizzano 367 incisioni su rame a piena pagina, con una media di tre piante per pagina, per un totale di 1.084 specie raffigurate.

Sebbene Besler sia sempre indicato come l’autore è più corretto affermare che ne fu il curatore, poiché fu lui ad assumersi la responsabilità di ingaggiare artisti, incisori, stampatori e coloristi. Inoltre non scrisse le descrizioni botaniche delle piante.
Di Hortus Eystettensis, pubblicato nel 1613, vengono stampate due versioni. Spiega Wikipedia: “Un’edizione economica in bianco e nero da usare come libro di consultazione e una versione di lusso senza testo, stampata su carta di qualità e riccamente colorata a mano. La versione di lusso veniva venduta per l’esorbitante cifra di 500 fiorini mentre le copie semplici, non colorate, costavano 35 fiorini ciascuna”. Quanto varrebbero 500 fiorini nel 2026? Coi primi proventi “Besler poté acquistare una casa confortevole in un quartiere alla moda di Norimberga al prezzo di 2.500 fiorini”.
Come mai gli esperti dicono che “Hortus Eystettensis ha cambiato l’Arte botanica e il corso del suo sviluppo futuro”? A differenza degli erbari precedenti, dedicati quasi esclusivamente a piante medicinali, Besler registra tutte quelle presenti in un giardino. Inoltre è il primo a ritrarle insieme in maniera scientifica e estetica, illustrandone allo stesso tempo la struttura e la bellezza: scienza e arte. Da questa congiunzione nasce un nuovo genere (poi popolarissimo), l’Illustrazione botanica.
C’è un altro aspetto che trovo notevole e moderno: l’idea di creare due libri con funzioni separate. Quello in bianco e nero su carta semplice rivolto ai botanici per studiare (edizione economica), e la versione di lusso senza testo, stampata su carta di qualità e colorata a mano. Senza testo, quindi eliminando la funzione scientifica, ma su carta di qualità colorata a mano, trasformando il libro in un oggetto, un’esperienza visiva e tattile dove il realismo sta insieme all’iperralismo e alla metafisica.
Quelle di Besler mi sembrano l’idea platonica, la versione idealizzata, forse pure un po’ disneyficata delle piante: lilium ultraterreni, ortaggi volanti, passiflore aliene rimosse dal contesto e presentate nel vuoto della pagina bianca. Allo stesso tempo però diverse fonti online dicono che Linneo (1707 - 78), l’inventore della moderna classificazione scientifica, abbia definito il lavoro di Besler “incomparabile”.

Non sorprende che Hortus Eystettensis figuri nella Lista dei libri più costosi del mondo. Nel 2016 Christie’s ne ha battuta all’asta una copia per una cifra tra 800.000 e 1.200.000 sterline. Oggi Basilius Besler è una popstar: Taschen ha ripubblicato l’Hortus Eystettensis in varie edizioni, inclusa una di lusso numerata, nonché vari gadget con le sue illustrazioni; le sue stampe sono ovunque, dalle T-shirt alle borse per la spesa. E il giardino di Eichstätt? Saccheggiato dalle truppe svedesi nel 1633-34 fu ricostruito e dal 1998 è stato aperto al pubblico.

Inoltre:
Un “unboxing” del Museo Aboca:
Il Teylers Museum in Olanda ha creato una versione del libro sfogliabile online.
Su Open Culture c’è un articolo, Hortus Eystettensis: The Beautifully Illustrated Book of Plants That Changed Botanical Art Overnight, con molti link e immagini.
Wikimedia ha una selezione di tavole dell’Hortus Eystettensis.
Christie’s ha una meravigliosa pagina con 32 immagini enormi e una monografia davvero ben fatta, dedicata non solo al libro ma alla specifica copia messa all’asta: “Molto probabilmente appartenuta al dottor Giovanni Faber (Bamberga 1574 - Roma 1629), professore di medicina, direttore dell’orto botanico pontificio e membro dell’Accademia dei Lincei”. Questa copia contiene inoltre 15 disegni originali del XVII secolo ad acquerello e tempera, nonché un’incisione colorata a mano raffigurante una passiflora, la granadilla gigante” (credo sia quella a destra nell’immagine qui sotto).
L’articolo sul sito Botanical Art and Artists, molto didattico, contiene diversi link anche a video.
Ecco un saggio dettagliatissimo su come identificare l’autenticità di una stampa dell’Hortus Eystettensis (ce ne sono molte singole in commercio).

I link portano su Wikipedia, tranne dove indicato. Se la frequenti spesso potresti fare una piccola donazione.






Con questo articolo mi inviti - come si suol dire - a nozze. Perché la botanica è la mia vera grande passione, "coltivata" con pochi mezzi ma tanto impegno. Senza Besler perfino il moderno, basico, giardinaggio sarebbe ben più povero e confuso. Anni fa alla Sapienza di Roma c'erano delle lectio proprio su Basilius. Ti suggerisco un libro bellissimo che racconta le storie dei pionieri della botanica, si intitola "I cacciatori di piante" di Michael Tyler Whittle. Un'avventura nel verde.