Come amare Frank Zappa (parte 2/2)
Playlist annotata per principianti
Questa è la seconda parte, ecco la prima:
Help, I’m a Rock (Suite in Three Movements)
(Freak Out, 1966)
Fin dall’inizio Zappa spara alto. Non solo Freak Out contiene oltre un’ora di musica: è il primo doppio album d’esordio nella storia del Rock. Dentro già ci sono una Suite in tre movimenti (questa) e un Balletto incompiuto in due tableaux intitolato The Return of the Son of Monster Magnet. A 26 anni Frank è già Zappa: l’ironia, la critica sociale, la complessità musicale, il gusto dell’assurdo. I tre movimenti di Help, I’m a Rock si intitolano Okay to Tap Dance, In Memoriam, Edgard Varèse e It Can’t Happen Here ma in realtà sono un’unica traccia di oltre otto minuti.
Il mio primo concerto Pop fu proprio Zappa a Roma nel 1973 (avevo 13 anni, ovviamente ero accompagnato da un adulto). Qualche mese dopo comprai “Over-Nite Sensation” appena uscito (un disco molto semplice rispetto agli altri) e mi innamorai definitivamente. Poi, come fanno i nerd, decisi di iniziare dal principio e mi procurai una copia di “Freak Out”, il cui ascolto mi lasciò di sasso e cambiò per sempre la mia idea di cosa fosse possibile fare con la musica.
Okay to Tap Dance, costruita su un giro musicale storto e malandato, è un happening sonoro, una specie di radio marziana che trasmette parole, cantilene, grida, gemiti. Dopo un breve interludio (che suppongo essere In Memoriam, Edgard Varèse) arriva It Can’t Happen Here: poesia sonora? Radiodramma sperimentale? Operetta impensabile? (Qui c’è il testo) Non saprei, dopo 50 anni rimane un unicorno: non ho mai più sentito niente di neanche lontamente simile (in un contesto Pop; nel frattempo però ho scoperto lo stupefacente lavoro sonoro di Vito Acconci).
Cosmik Debris
(Apostrophe (‘), 1974)
Una delle vene più profonde del lavoro di Zappa è quella della fustigazione. Dai predicatori sudicioni ai presidenti disonesti, gli hippy, i bacchettoni, i repubblicani, i giovani, le mamme - Frank ne aveva per tutti. Qui se la prende con un genere di ciarlatani ancora oggi molto diffuso negli USA: i veggenti, gli psichici, insomma gli Otelma, i Maestri di vita Do Nascimiento. La canzone inizia col Mistery man che promette il Nirvana in cambio di soldi, ma Frank non ci sente: chi vuoi pigliare per il culo con la tua mondezza cosmica? Non perdere tempo con me. Quello insiste con pozioni e schiume magiche e alla fine Frank perde la pazienza:
Mi sono avvolto un giornale intorno alla testa per sembrare più mistico,
gli ho detto un po’ di scemenze, che sarebbe andato a dormire.
Poi gli ho rubato gli anelli, l’orologio da tasca e tutto il resto che ho trovato,
ho ipnotizzato quel fesso, non riusciva nemmeno a balbettare.
Poi, visto che c’ero, gli ho predetto il futuro: “Il prezzo della carne aumenterà e tua moglie invecchierà”
Segue la frase che ancora oggi utilizzo quando incontro un Maestro di vita: “Is that a real poncho or is that a Sears poncho?” (Quel poncho è autentico o è di Sears [storico venditore per corrispondenza americano])? E poi aggiungo, sempre parafrasando Cosmik Debris: “Potresti guadagnare di più facendo il macellaio*, non perdere tempo con me”.
*Nelle molte versioni dal vivo, ogni volta sostituiva il macellaio con una categoria rilevante nel contesto.
Why Don’t You Like Me?
(Broadway the Hard Way, 1988)
Quando pigliava per il culo qualcuno, Zappa era implacabile - e esilarante. Nell’88 pubblica l’ennesimo (sublime) album dal vivo nel quale se la prende con mezzo mondo, da Reagan a Nixon, da Jesse Jackson fino a Michael Jackson. FZ ha raccontato di aver scritto questa canzone (che in realtà già esisteva ma con un testo diverso) dopo aver sentito una teenager nera dire in tv che Michael le sembrava bianco e quindi non le piaceva più. È un testo feroce: lo sbiancamento, la chirurgia, il lama, c’è tutto (meno le controversie che sarebbero venute dopo). Nella seconda parte il brano prende una piega ancora più assurda: mentre la band suona Billie Jean, Frank inizia a elencare una serie di persone “che non sono in alcun modo imparentate con Michael Jackson” (come Billie Jean).
Dog Breath, In The Year Of The Plague
(Uncle Meat, 1969)
Non solo Zappa allargava i confini del possibile ai suoi ascoltatori, ma intorno alla sua musica costruiva complicati apparati concettuali e progetti matrioska come Uncle Meat, doppio album del 1969 che non sembra affatto contemporaneo a Woodstock, ma proprio per niente. Uncle Meat (che ha una copertina stupefacente) è parte di No Commercial Potential, un progetto che ha generato altri tre dischi accomunati da un legame concettuale: We’re Only in It for the Money, Lumpy Gravy e Cruising with Ruben & the Jets. Inoltre sotto al titolo di Uncle Meat c’è una dicitura: “La maggior parte di questa musica proviene dal film dei Mothers con lo stesso titolo che non abbiamo abbastanza soldi per finire”. I soldi arrivarono solo 18 anni dopo: nell’87 esce su videocassetta Uncle Meat The Movie che c’è integrale su YouTube. Queste sono le Mothers of Invention originali (più ospiti) al loro massimo splendore.
Bolero
(The Best Band You Never Heard in Your Life, 1991)
Nell’85 Frank ci chiede: Does Humor Belong in Music? È un’ottima domanda, e chiunque conosca la mia musica sa che la mia risposta è affermativa. Zappa ci risponde con un home video (integrale su YouTube) e un album con quel titolo (una domanda ricevuta durante un’intervista).
L’umorismo è parte integrante della poetica di Zappa, non soltanto nei testi. Un ottimo esempio è la sua versione galattica del Bolero di Ravel a cui succedono alcune cose bizzarre, tra cui che diventa Reggae e a un certo punto anche My Sharona.
Jazz From Hell
(Jazz From Hell, 1986)
Negli anni 80 Zappa scopre il Synclavier, primitivo strumento musicale computerizzato che gli permette di bypassare i musicisti (i quali non suonavano mai esattamente come voleva lui). La musica che produce è molto singolare, tanto che si potrebbe definire letteralmente inaudita (e forse impossibile). L’album ha vinto un Grammy (l’unico da vivo di Z) come miglior performance strumentale Rock (?). Qui il compositore è al massimo della sua maturità, e da qui in avanti, fino alla sua morte nel 93, è stato molto celebrato e eseguito da diverse orchestre anche con direttori prestigiosi.
Montana
(Over-Nite Sensation), 1973
Chiudo questa selezione con uno dei miei Zappa preferiti, quello surreale e nonsense. Il protagonista di questa canzone ha un progetto, trasferirsi in Montana e coltivare un campo di filo interdentale: lo cresce, lo incera, lo inscatola e lo vende in città. L’obiettivo è diventare un magnate del dental floss (qui il testo). L’arrangiamento è sontuoso, i cori meravigliosi, impensabili, difficilissimi da cantare, angolosi e perfetti, la vibrafonista Ruth Underwood (fedele collaboratrice e strumento essenziale della musica di Zappa) non perde un colpo.
Per capire il livello di nerdismo di noi fan (e io sono tra i meno estremi), in Montana compare un oggetto nel tempo diventato un simbolo, un gadget potenziale molto zappiano: le Zircon Encrusted Tweezers, cioè le pinzette incrostate di zirconi con cui il tycoon del filo interdentale lo raccoglie al chiaro di luna. Ovviamente detto accessorio ha un suo thread su Reddit: Can someone explain the Zircon Encrusted Tweezer bit?
Zappa Opinionista
Frank era articolato, cinico e aveva molte opinioni, perlopiù sensate e spesso utili. Inoltre era spesso disponibile alle interviste, quindi ne circolano molte. Se n’è accorta anche Internet, dove oggi sopravvive sotto forma di loop, meme, clip di saggezza talvolta diventati virali. Ne trovate diversi raccolti qui:
Inoltre su YouTube e altrove ci sono molte interviste talvolta illuminanti: la battaglia contro il bollino Parental Advisory sui dischi, l’assurdità del mercato musicale, la società dei consumi, le mode giovanili, le chitarre (delle quali era un geek) le droghe (alle quali era molto contrario), quella volta che John & Yoko gli hanno fregato la musica e molto altro. Se vi piace quello che dice c’è l’ottimo The Real Frank Zappa Book, scritto da un altro ma sotto dettatura di Frank.
Grazie di essere arrivati/e fino a qui. Se Zappa non vi convince ancora non preoccupatevi, non siete soli. Vi faccio una confessione: io sono 50 anni che cerco di capire i fan di Leonard Cohen ma ancora non ci riesco. Semmai doveste scrivere Come amare Leonard Cohen segnalatemelo che ci riprovo, ma non prometto niente.
Full disclosure: nell’86 ho tradotto Mother! The Frank Zappa Story di Michael Gray per Arcana (titolo italiano, non mio, Zapp! Vita, vizi, miracoli di Frank Zappa). Inoltre ho un debito di gratitudine personale con Zappa, che in un momento decisivo della mia carriera ha speso parole gentili sul mio lavoro in un’intervista. Infine nella mia musica, profondamente diversa dalla sua, c’è molto Zappa.
NB: I link mandano su YouTube, infestato di pubblicità ma accessibile a tutti. Se hai soluzioni più eleganti fatti sotto. Gli altri link portano su Wikipedia, tranne dove indicato. Se la frequenti spesso potresti fare una piccola donazione.



innanzitutto grazie per la disamina e gli spunti: sono uno zappiano tiepido (esiste la categoria?) nel senso che lo apprezzo ma mi sgomenta (la mole dell’opera) e propendo per altro genere di complessità (prog, Robert Wyatt) ma soprattutto sono un curioso e adoro ogni genere di approfondimento e dietro le quinte
quindi una curiosità: perché non hai inserito Catholic Girls? penso che un brano orecchiabile avrebbe magari aiutato gli agnostici, ma sono curioso di sapere se fosse tra i papabili o cassato ab ovo
"psichici"... impagabile!