Ernst Haeckl
Scopritore di micromondi, inventore dell'ecologia
Scusate, continuo a scrivere di personaggi che hanno un lato controverso: molestatori, papponi, criminali di genio che hanno detto o fatto cose orrende però anche scritto capitoli fondamentali (per esempio nella musica). Qui però il problema è più grosso: Ernst Haeckl (1834 - 1919) aveva idee terribilmente sbagliate. “Era un sostenitore del razzismo scientifico. Sosteneva che le razze erano diseguali in termini di intelligenza e capacità: Queste razze inferiori sono psicologicamente più vicine ai mammiferi che agli europei civilizzati; dobbiamo quindi attribuire un valore totalmente diverso alle loro vite”. Qualcuno dice che le sue teorie siano alla base del Nazismo, anche se “Haeckel non era antisemita. Nelle gerarchie razziali da lui costruite, gli ebrei tendevano ad apparire più vicini alla cima piuttosto che alla base”. Inoltre “Le linee guida della propaganda nazista includevano nella lista dei libri proibiti quelli che divulgavano le teorie di Darwin. Haeckel fu citato esplicitamente tra gli autori vietati”. Tutte queste citazioni sono tradotte dalla sua voce di Wikipedia in inglese che ha un linguaggio più asciutto rispetto a quella italiana, a dimostrazione di come il dibattito sia ancora aperto: ovviamente erano altri tempi ma le sue idee restano aberranti.
Haeckl, nato nel 1834, era anche un multiforme uomo del passato, uno degli ultimi di una genealogia antica e importante, persone il cui lavoro fondeva tre discipline profondamente legate tra loro ma oggi considerate distinte: la scienza, la filosofia e l’arte. “Zoologo, naturalista, filosofo, medico, professore, biologo marino e artista tedesco, Haeckl scoprì, descrisse e diede un nome a migliaia di nuove specie, mappò un albero genealogico che metteva in relazione tutte le forme di vita e coniò molti termini in biologia, tra cui ecologia, phylum e filogenesi. Come filosofo Ernst Haeckel scrisse L’Enigma del Mondo (1900), da cui deriva l’espressione tedesca Welträtsel, e Libertà nella scienza e nell’insegnamento dove sostiene la divulgazione delle idee evoluzioniste. Tra le opere pubblicate ci sono oltre 1000 illustrazioni dettagliate e multicolori di animali e creature marine, molte delle quali raccolte nel suo libro Kunstformen der Natur (forme d’arte in natura), che avrebbe influenzato il movimento artistico Art Nouveau” (remixato da Wikipedia).
È proprio questo aspetto che ha catturato la mia attenzione, ormai diversi anni fa: i disegni di Haeckl. I quali, a differenza di quelli di Paul McCartney (che si apprezzano soltanto se sai chi li ha fatti) sono talmente mirabili che potrebbero essere il solo prodotto di un artista e già potremmo considerarlo geniale. Nella sua vita ha realizzato oltre mille illustrazioni scientifiche, le migliori* dei quali sono state superbamente tradotte per la stampa dal litografo Adolf Giltsch e pubblicati in due volumi tra il 1899 and 1904 col titolo di Kunstformen der Natur. È un lavoro molto Pop, creato apposta per stupire: una wunderkammer stampata di meraviglie naturali, in particolare quelle simmetriche e quelle microscopiche.
*Non nel senso scientifico ma in quello estetico.
Sono immagini miracolose, non solo per la perizia tecnica di chi le ha disegnate (e chi poi le ha incise e colorate), ma perché svolgono perfettamente ambedue gli scopi per le quali sono state pensate. Innanzitutto la scienza: Haeckl appartiene alla generazione del microscopio, che ha svelato meraviglie impensabili e mondi fino a quel momento sconosciuti. Il primo suo lavoro che ho scoperto riguarda i Radiolaria, “protozoi che vivono in mare, caratterizzati dallo scheletro siliceo”. Sono proprio questi scheletri di silicio (raccolti con la sabbia in Sicilia) che Haeckl nel 1862 osserva al miscoscopio e poi disegna. Ecco una delle tavole di Radiolaria da Kunstformen der Natur:
Su Wikimedia ci sono tutte le illustrazioni di Kunstformen der Natur molto grandi: è un viaggio meraviglioso.
Alla funzione primaria di svelare al mondo queste geometrie sofisticatissime e scientificamente importanti segue la forma estetica, che Haeckl realizza accoppiando una capacità tecnica strepitosa a un gusto quasi fantascientifico. I suoi sorprendenti Radiolaria sono sospesi nello spazio, e forse potrebbero anche viaggiarci come astronavi aliene, oggetti incomprensibili insieme cambriani e marziani. Ovviamente per Kunstformen der Natur è essenziale anche il lavoro di litografia (e suppongo impaginazione) di Adolf Giltsch.
Ho spesso visto i disegni di Haeckl utilizzati in contesti diversi, a volte con il credito altre volte invece no. Non so se ci avrebbe tenuto: probabilmente sì ma non quanto pensiamo noi oggi. Haeckl infatti era uno scienziato, e il motivo primario per il quale ha prodotto quei disegni è la documentazione scientifica: le tavole originali di Die Radiolarien (che pure sono tutte su Wikimedia), secondo me di una bellezza mozzafiato, sono innanzitutto scientifiche, illustrative: la forma segue la funzione.
Da quando l’ho scoperto, Haeckl non smette mai di stupirmi: riguardo le sue tavole e ci trovo sempre qualcosa di nuovo. Non tanto in Kunstformen der Natur, dove l’estetica prevale e in certi casi travolge l’aspetto di documentazione scientifica. Preferisco i lavori più austeri come quello sui Radiolaria, ma anche i disegni delle Siphonophorae e delle Spugne Calcaree. Che non sono astratti ma certamente non mi sembrano realistici: figurarsi che effetto facevano nel 1862.
Su Archive.org potete scaricare delle scansioni gigantesche di Die Radiolarien (1862) e di Kunstformen der Natur (1904) che includono, oltre alle illustrazioni, anche il testo.
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mi piacciono molto i tuoi excursus nell’arte, questo come quello su van der Weyden del mese scorso mi hanno stimolato nuove conoscenze e riflessioni