Superpotere
L'Autismo, Greta e le feste di compleanno
Nel 2020 Greta Thunberg ha scritto:
Ho la Sindrome di Asperger, questo significa che a volte sono un po’ diversa dalla norma. E, nelle giuste circostanze, essere diversa è un superpotere.
Ha ragione, ce l’ho anche io e posso confermare: siamo un po’ diversi dalla norma. Capisco anche i motivi di esultanza della comunità degli autistici, delle loro famiglie e dei militanti Asperger per questa definizione: superpotere. Infatti all’espressione Spettro Autistico (che però Greta* non usa, benché dal 2012 sia quella ufficiale) solitamente si associa l’idea di abilità ridotte, mentre (nel caso della sindrome lieve) mi pare un caso esemplare di abilità diverse, al di fuori dello stereotipo di Rain Man. Infatti né io né lei siamo Savant (che effettivamente hanno i superpoteri), siamo semplici autistici a alto funzionamento: abbiamo alcune abilità particolari e qualche magagna, o se preferite diversità. Devo confessare che il Movimento per l’Orgoglio Asperger non mi appassiona, anche se ne condivido molte delle opinioni. Capisco i motivi, rispetto chi è d’accordo o si associa (tra cui ci sono diverse persone che stimo) ma non partecipo, per diverse ragioni (tra cui che sono autistico, quindi non aderisco facilmente a gruppi e movimenti).
L’inizio del terzo millennio è caratterizzato dalla proliferazione di orgogli delle minoranze, una cosa bella e talvolta sacrosanta. Purtroppo però sembra che appartenere a una minoranza sia anche molto cool e essere Asperger (che suona meglio di autistico) sia tra le più cool. Talmente cool che spesso (ma non è il caso di Thunberg) non serve neanche la diagnosi, è come la religione: “Credo di essere Neurodiverso/a, quindi vado su Internet, evangelizzo il mondo e mi batto per i miei diritti, fiero/a di appartenere a una minoranza oppressa”. Anche io sono in qualche modo orgoglioso di essere autistico: se andate sul mio sito c’è un bollino che dice Made with Autism, anche nello spirito di scardinare la connessione tra Autismo (lieve) e disabilità grave. Però mi guardo bene dal proclamarlo con fierezza (dopotutto ci sono nato), forse avrei dei diritti per cui battermi ma non saprei farne un elenco preciso, e comunque non mi sembrano prioritari per le sorti del mondo. Sui superpoteri infine ci andrei cauto.
Certo, ci sono delle circostanze nelle quali il mio autismo è un vantaggio (magari una volta ne scriverò). Però i superpoteri sono negli occhi di chi guarda, e ognuno vede i suoi. Spesso mi trovo a osservare gli esseri umani e ammirarne le straordinarie abilità mentre fanno cose per me difficilissime con una disinvoltura sconcertante: uscire a cena con diciotto amici e divertirsi, passare il pomeriggio in un mercatino godendo dell’atmosfera, navigare con disinvoltura un supermercato sconosciuto, organizzare affollate feste di compleanno, arredare casa con entusiasmo e estro, vivere in un appartamento rumoroso senza farci caso - o anche solo andare due settimane al mare d’estate. Quindi sul superpotere non so: mi pare che quello del vicino sia sempre più super.
*Ci tengo a precisare che non solo Thunberg mi sta molto simpatica (e mi riconosco in alcuni dei suoi comportamenti) ma quello che dice mi convince quasi sempre, e ne condivido sia il contenuto che i metodi. Scusate, siamo su Internet e c’è sempre chi fraintende.



Ci siamo già parlati a riguardo e per l'effetto attendevo questa nota. Grazie. Nel frattempo mi son convinto di non esserlo ma mi ritrovo con tutto quello che scrivi e voglio solo aggiungere alcuni dei miei poteri speciali, che poi come dici tu sono tali solo 'in the eye of the beholder' : 1. Sono un quasi 'super recognizer': so invariabilmente molte cose (per es la loro città d'origine) di tante persone che non sanno neanche che io esisto. Ho fatto diverse volte il test per i super recognizer e sono subito fuori dal percentile ma comunque son messo bene nel riconoscimento facciale. 2. Ho una memoria per citazioni di film e canzoni ipersviluppata. Peccato che la usi come il Matto di De André in quasi ogni singola frase che pronuncio o scrivo. 3. Non riesco a fare neanche due cose per volta ma su quella che faccio mi concentro in modo assoluto. 4. Ho un'intelligenza emotiva fuori scala ma la uso parcamente perché tanto essendo timido mi faccio i cavoli miei la maggior parte del tempo. Fa eccezione il fatto che per strada o in metro saluto tutti quelli con cui incrocio lo sguardo. Nelle gare di corsa ringrazio ciascuno dei volontari, membri della sicurezza. Tutto ciò premesso, io credo di essere solo introverso e ipersensibile ma per quanto mi riguarda non ho interesse ad andare più a fondo. For the record, mia madre è morta da non molto di Alzheimer e anche su quello ho una policy simile, faccio di tutto per stimolare il cervello e il corpo ma non voglio guardarci troppo dentro, non sarei in grado di reggere eventuali notizie diciamo non positive