Ola Belle Reed
La nonna della Mountain Music
Qualche tempo fa ho scritto di Roscoe Holcomb, (1912 - 81) minatore musicista del Kentucky, reperto di un mondo sonoro antico: la Mountain Music dei monti Appalachi.
Nata solo 4 anni dopo, anche Ola Belle Reed suona Mountain Music (anche detta Old Time Music), pure lei col banjo, e tra casa di Roscoe e la sua casa natale ci sono circa 200 chilometri. Ma qui finiscono le similitudini. A differenza di Holcomb lei già da ragazza sa quale sarà il suo futuro, e la sua carriera professionale era già lunga e di successo quando viene “scoperta” dai folkloristi negli anni 70. La sua storia contiene alcuni spunti, e scardina certi stereotipi di genere - come a volte accade nella musica.
Ola Belle Campbell Reed nasce a Grassy Creek, Ashe County, North Carolina nel 1916. Siamo nel cuore dell’Appalachia, al confine col Kentucky. Quarta di tredici figli, la sua famiglia era arrivata nella New River Valley intorno al 1760. In casa sono musicisti: “Suo nonno, Alexander Campbell, era un predicatore battista primitivo e suonatore di violino. Suo padre suonava il violino, il banjo, la chitarra e l’organo e formò un gruppo musicale con suo fratello Doc e sua sorella Ellen. Uno zio, Herb Osborne, cantava canzoni di minatori provenienti dai giacimenti carboniferi della Virginia Occidentale. Sua nonna e sua madre cantavano ballate e topical songs nella tradizione degli Appalachi”.1 Inoltre “a suo zio Dockery Campbell viene attribuito il merito di aver insegnato a Reed lo stile Clawhammer Banjo”.2
A causa della grande depressione seguita alla crisi del 29 la famiglia Campbell, poverissima, si trasferisce a Rising Sun, Maryland dove Reed rimarrà per quasi tutta la vita. Siamo in pianura, precisamente tra Baltimora e Philadelphia, ma la musica di Ola Belle non scenderà mai dalle montagne. Ancora teenager inizia a esibirsi professionalmente, prima coi North Carolina Ridge Runners, poi col fratello Alex fonda i New River Boys (New River, come la valle da cui viene la loro famiglia). Nel 49, a 33 anni, sposa il musicista Bud Reed e insieme aprono il New River Ranch. Dice l’AI: “Il New River Ranch era un leggendario locale all’aperto dedicato alla musica Country e Bluegrass, spesso definito il “Grand Ole Opry dell’Est”. Attivo principalmente negli anni ‘50 e nei primi anni ‘60, questo locale rurale ha ospitato artisti iconici come Johnny Cash, Hank Williams, i Louvin Brothers e Bill Monroe”. Ola Belle nel frattempo aveva anche un suo show ogni sabato alla radio WWVA in West Virginia Inoltre col marito “gestivano anche un negozio di dischi di grande successo, specializzato nella vendita per corrispondenza di dischi Country e di Musica religiosa. Allo stesso tempo Alex lavorava come DJ presso il Campbell’s Corner Store”3.
“Adesso suonerò una canzone (Undone in Sorrow, letteralmente “Disfatta dalla tristezza”) che ha un sapore antico. È molto, molto, molto triste e quando avrò finito sarete tristissimi anche voi.”
La sua discografia secondo Wikipedia (quella su Discogs è più lunga) racconta bene il suo tragitto professionale. I primi tre album, 16 Radio Requests Favorites (62), Bluegrass Spectacular (63) e Travel On (65) sono dischi commerciali prodotti dalla Starday, una label di Country classico. Nel 72 la Rounder, etichetta specializzata in Folk revival, pubblica Ola Belle Reed che la svela fuori dal suo circuito abituale.
Nel 76 arriva la consacrazione: l’album My Epitaph edito dalla Folkways, il braccio musicale dello Smithsonian Institute, lo scrigno della cultura popolare americana: “Ola Belle Reed ha concepito questo album e le relative note come un’autobiografia, un documento che descrive la sua infanzia tra le montagne, le sue esperienze e le sue opinioni sulla vita moderna. Prodotto da Kevin Roth, uno dei protetti di Reed, questo disco è basato su un’intervista dal vivo realizzata nel 1976”. Da quel momento Ola Belle diventa monumento nazionale, partecipa a molti importanti festival di musica Folk e muore nel 2002. Ogni anno a Lansing, North Carolina, si tiene l’Ola Belle Reed Music Festival.
Ola Belle Reed non è soltanto un’autrice e interprete fuoriclasse ma è depositaria di un passato, musicale e non. A differenza di Roscoe Holcomb però lei indossa completamente l’identità dell’Appalachia e la esibisce con orgoglio, cogliendone perfettamente l’importanza culturale. Inoltre produce un vasto repertorio originale in gran parte fedele allo stile che è il suo, quello di suo padre, di sua nonna e via indietro. Pur essendo una professionista, Reed operava in un contesto profondamente diverso da oggi, forse simile a quello dei neomelodici napoletani: feste di paese, sagre, county fair, battesimi, matrimoni e via dicendo. Quindi la sua musica, come spesso succede col Country, assolveva diverse funzioni contemporaneamente: ballo, intrattenimento, commozione, romanticismo, commento sociale, celebrazione e memoria. Come i posteggiatori napoletani, certamente anche Ola Belle eseguiva, forse a richiesta, i grandi classici del genere.
Barefoot in the summer, on into the fall, too many mouths to feed, they couldn't clothe us all. I've endured, I've endured, how long can one endure?
La padronanza e la consapevolezza mi sembravo evidenti. Lei sa di essere un pezzo di storia e interpreta la sua parte con precisione: severa nonna dell’Appalachia (che canta il proprio epitaffio), front-woman di successo e carisma, capsula di un passato, di una cultura insieme antica e vivente. Esplorare la musica di Ola Belle è un bel viaggio. Ci sono due dischi della Folkways. Il primo è Rising Sun Melodies, una compilation del 2010 con le sue canzoni più importanti. E poi c’è All In One Evening, un album live del 1977 che è su Bandcamp, quindi interamente ascoltabile. Questo disco contiene la sua canzone che preferisco, una sorta di inno: Ola Belle’s Blues. Irregolare e primitivo, ostinato e circolare, questo Blues-non-blues strumentale è misterioso e arcaico: che lei lo abbia scelto come suo brano signature me la fa amare molto.
Oggi la musica e la poetica di Reed risuonano in almeno due generazioni di autrici e cantanti. E Ola Belle rimane, anche grazie anche allo Smithsonian Institute, il reperto sonoro di un mondo antico che contrariamente al solito gode di ottima salute, e ha prodotto figli, figlie, nipoti e pronipoti talvolta di enorme successo.
1: Dalla pagina su Reed del National Endowment for the Arts.
2: Dalla pagina Wikipedia di Ola Belle Reed.
3: Dal sito Fieldrecorder.org, dove c’è una biografia completa di Ola Belle Reed curata da Thomas Polis.
I link portano su Wikipedia, tranne dove indicato. Se la frequenti spesso potresti fare una piccola donazione.







il paragone col contesto neomelodico è illuminante quanto onesto, prezioso per chi guarda il mondo senza preconcetti, ma non posso fare a meno di ridere sotto i baffi immaginandomi qualche giovine cultore del genere Americana de noantri cui, se lo leggesse, s’arriccerebbero i risvoltini fino al ginocchio 🤣
Grazie per questi articoli. La (ti) scoperta di questa musica è un viaggio affascinante.