Still Music
Otto brani non musicali: radio, colonne sonore, installazioni.
Attenzione: in questo articolo presento alcuni miei lavori di Sound Design. Se l’argomento non vi appassiona passate oltre.
Nel 2021 ho pubblicato Still Music, una raccolta di otto brani (non proprio musicali) realizzati tra il 1997 e il 2017 per trasmissioni radiofoniche, colonne sonore e installazioni, mai resi disponibili direttamente al pubblico (e rimasterizzati nel 2021 da Paolo Mauri). Come tutti i miei dischi anche questo era corredato da note di copertina, in questo caso molto utili per capire cosa si sta ascoltando - non essendo musica o quasi. Le note erano scarne e in inglese. Eccole estese in italiano, aggiornate e definitive. Potete ascoltare le tracce qui sotto.
Crack, Whisky, Dildo, Webcam (2011)
Tra il 2000 e il 2012 ho intrapreso una ricerca sulla pornografia amatoriale online che ho chiamato Realcore. Un progetto parallelo di questa ricerca era di utilizzare suoni trovati nel porno online per i miei progetti sonori; questa è la prima traccia che ho realizzato. Ho registrato la voce durante una trasmissione in diretta su un popolare servizio di webcam: un uomo (americano) che fuma crack, beve whisky, gioca con un dildo e racconta al suo pubblico (in modo avvincente e poetico) cosa prova.
Dawa Choling/In A Silent Way (2008)
Nel 2008 sono stato invitato dal festival letterario Marina Cafè Noir di Cagliari a collaborare con l’attore e regista Giancarlo Biffi al suo monologo Jules Bonnot e l’occhio del nonno, basato sul libro del 1994 In ogni caso nessun rimorso di Pino Cacucci. Nella performance dal vivo ho suonato tre brani di musica Drone, concludendo con una versione di In A Silent Way (di Joe Zawinul, interpretata da Miles Davis). Si tratta di una fusione di due di queste tracce strumentali, registrate dal vivo a Cagliari (purtroppo dal mio mixer di palco, quindi la parte di Giancarlo non c’è). Una versione simile ma con chitarra elettrica di In A Silent Way è presente nel mio album del 22 Sensual Musicology.
Assoluta Sicurezza Kunstradio Mix (2001)
Nel 2001 io (insieme a molte altre persone in tutto il mondo) rimasi sconvolto dalle immagini di brutalità della polizia durante le manifestazioni contro il G8 di Genova, culminate nell’uccisione di Carlo Giuliani. Registrai dalla tv la dichiarazione ufficiale al parlamento del Ministro dell’Interno Claudio Scajola, in cui difendeva il comportamento della polizia incolpando i manifestanti, e la usai per due tracce: una versione più arrabbiata e musicale che distribuii gratuitamente online in formato Mp3 e questa versione radiofonica più epica, trasmessa qualche mese dopo da Kunstradio (il programma di Radio arte di ORF Austria).
Organism, feat. WSB (1997)
Nel ‘97 fui invitato da Heidi Grundmann, curatrice di Kunstradio (e la prima persona a insistere sul fatto che fossi un’artista, un’idea a cui mi opposi strenuamente), a partecipare a un’avventura radiofonica e artistica molto speciale chiamata Recycling The Future. Avevo incontrato Heidi nel 1990 mentre lavoravo con Pinotto Fava, l’uomo dietro uno dei programmi radiofonici d’arte più innovativi fino ad oggi, AudioBox della Rai, e più tardi quello stesso anno mi invitò a esibirmi a Vienna. Tornai regolarmente in Austria negli anni ‘90 e una volta mi intervistò. Ero nella mia fase di sampling furioso e devo aver pronunciato la frase “Sampling is crucial, sampling is art”, che lei usò nella presentazione di RTF. Il progetto iniziò a Documenta X (nello spazio Hybrid Workspace) a agosto, poi a settembre ci trasferimmo a Linz per il festival Ars Electronica e infine suonammo alcuni concerti (dal vivo, online e in onda) all’ORF Funkhaus di Vienna a dicembre. Il cast era fantastico, talenti incredibili provenienti da universi molto lontani, da artisti noise radicali a leggende della musica improvvisata, alcune stelle emergenti della scena elettronica - e io. Uno dei progetti musicali che ho presentato a Kassel è stato Olindo Mercier. È il nome che ho dato a un guasto tecnico del quale soffriva uno dei miei campionatori, un Ensoniq Mirage M1. Quando si surriscaldava, la tastiera smetteva di funzionare e la macchina iniziava a produrre musica da sola. A volte riproduceva drone, altre volte loop casuali, quasi techno. Inizialmente infastidito (specie quando succedeva dal vivo), mi sono subito interessato a questa musica, ho iniziato a registrarla e ho dato un nome all’artista. Ho presentato alcuni dei suoi brani a Documenta e mi sarebbe piaciuto farne un album. Da allora ho usato i loop di Olindo in molti progetti, incluso questo (dove fa il basso).

Poco prima di Ars Electronica, il 3 agosto 97, abbiamo perso William Burroughs, una delle divinità fondamentali del mio pantheon, per il quale ho realizzato questo brano (fatto proprio in quei giorni) che ho suonato dal vivo al festival, e anche la mia prima pagina web in assoluto - miracolosamente ancora online. L’intervista è tratta dall’eccellente Commissioner of Sewers (1986), film di Klaus Maeck (che si sente nel brano mentre pone domande) in cui Burroughs spiega in dettaglio una delle sue intuizioni più brillanti: che il linguaggio è un virus. Spoiler: questa è musica (o quasi).
Nel frattempo abbiamo anche perso Pinotto Fava, scomparso nel 2025.
Gardening (edit) (2000)
Questo è di gran lunga il miglior lavoro tra i vari realizzati insieme al caro amico e virtuoso del videomaking Claudio Sinatti, purtroppo scomparso nel 2014. Gardening è stato il primo lavoro che mi ha chiesto di sonorizzare. Ho colto al volo l’occasione; non è solo un video mozzafiato, ma si basa su un’idea che mi affascina molto: paesaggi digitali rotanti, in questo caso un panorama a 360 gradi di un giardino, realizzati con una serie di foto ritoccate e unite in un loop video di 13 minuti. Ho ideato un drone digitale oscillante a crescita lenta e multistrato, a tutt’oggi uno dei miei lavori preferiti. Gardening è stato presentato come un’installazione su quattro pareti alla Triennale di Milano, con il drone (mixato in stereo radicale) che fluttuava tra due grandi altoparlanti posizionati diagonalmente negli angoli più remoti della stanza. L’effetto era glorioso. Molti anni dopo il tutto ha ancora perfettamente senso, e dimostra la maestria di Claudio nel videomaking, così come la mia passione per la musica quasi ferma (grazie ad Andrea Lissoni).
Metaname parte 2, 2021 edit (1998)
Operetta radiofonica digitale in 3 parti, commissionata e trasmessa da Kunstradio; sound design, musica e mixaggio di Ludwig Zeininger & SM.
Nel maggio del 1998 ero di nuovo a Vienna. Mentre lavoravo a Recycling The Future con Kunstradio nel ‘97 ho avuto il mio primo contatto con Internet dall’interno: larghezza di banda, HTML, MP3 sono alcune delle parole che ho sentito lì per la prima volta. Ero affascinato dal funzionamento interno dei siti web e ho scoperto rapidamente che era possibile visualizzare il codice sorgente HTML dei siti (su Firefox/Mac è Command-U), dove ho trovato le “tag”, parole non destinate agli umani ma ad altri computer (come i motori di ricerca) per conoscere il contenuto di un sito web. Il codice per questi tag era (ed è tuttora):
<meta name=”title” content “site name”>
<meta name=”description” content “site description”>
<meta name=”author” content “site author(s)”>
<meta name=”keywords” content “site keywords”>
E così via. In particolare le keyword hanno attirato la mia attenzione. Lunghissimi elenchi di parole e frasi (fino a decine di migliaia di parole separate da virgole), da centinaia di gradi e corpi militari (il sito web del Dipartimento della Difesa statunitense), a migliaia di preghiere complete (siti web religiosi), a infiniti termini associati alla pornografia, inclusi tutti i possibili errori di spelling della parola masturbation. A quel tempo un’altra tecnologia informatica stava diventando disponibile: la sintesi vocale. Questo apriva un mondo di possibilità oggi popolarissime: narrazione automatica, annunciatori digitali e “recitazione”. Naturalmente funziona meglio se a una voce artificiale si affida il ruolo di un computer, che era uno dei concetti alla base di Metaname: computer che leggono codice ad alta voce, oppure svolgono attività profondamente umane come amare, partecipare a rituali, recitare preghiere o riflettere sulla natura del sé*. La seconda parte di Metaname è proprio su religione, preghiere e cerimonie. Nella maggior parte delle religioni la ripetizione (qualcosa di molto naturale per un PC) gioca un ruolo importante nei rituali, come la recita cattolica del Rosario, che consiste in ripetizioni interconnesse. Questo brano è stato ispirato anche dalle ruote di preghiera buddiste tibetane, macchine devozionali a volte completamente automatizzate (da mulini ad acqua o dal vento). Un estratto live di Metaname è stato presentato dal vivo all’ORF Funkhaus.
*Un aspetto tornato attuale nel 202X con l’AI.
Echolocation (Stereo sampler) (2001)
Nel 2001 sono stato invitato a collaborare con un’associazione siciliana di non vedenti (della quale purtroppo ho dimenticato il nome) per una conferenza che si teneva a Catania. Ero emozionato: avendo loro un orecchio finissimo, i ciechi (questa credo che sia la definizione preferita oggi) rappresentano per me un pubblico molto speciale, e a volte offrono una visione profonda della vita segreta dei suoni. Per questa occasione ho creato una semplice installazione audio, Echolocation, pensata per guidare il pubblico verso il luogo di una festa serale. Un set di altoparlanti posizionati lungo un breve sentiero di campagna forniva indicazioni acustiche (e non solo), sia per i ciechi che per gli altri. Più tardi, durante la festa, io e Painé Cuadrelli abbiamo suonato un DJ set, chiedendo al locale di spegnere le luci: i vedenti erano un po’ confusi e imbarazzati, ma tutti gli altri hanno ballato e si sono divertiti. Questo è un mix stereo; l’installazione originale consisteva in sei tracce mono separate e, essendo basata su loop di diversa durata (da 40 secondi a molti minuti), era praticamente infinita.
The ear of the beholder: 5 rules for Radio Art (2017)
Lavoro radiofonico realizzato per celebrare il 30° anniversario di Kunstradio nel 2017. Si basa sul manifesto Verso una definizione di Radio arte scritto da Robert Adrian, uno dei pionieri della Media Art, co-fondatore e collaboratore di Kunstradio e amico, scomparso nel 2015. Questo è uno dei testi più profondi, stimolanti e utili sulla Radio Arte che conosca. Tutti i suoni di questa traccia sono stati registrati dalla radio, in un modo o nell’altro. C’è anche la voce di Bob che legge alcune frasi dei biscotti della fortuna (tratta da Metaname parte 3). Questo lavoro è dedicato ad Armin Medosch, artista e teorico dei media con cui ho avuto il piacere di collaborare all’inizio della nostra carriera, scomparso nel 2017.
Grazie a Paolo Mauri, Kunstradio, Heidi Grundmann, Elizabeth Zimmermann, AudioBox, Pinotto Fava, Ludwig Zeininger, Claudio Sinatti, Robert Adrian, Marina Cafè Noir, Hell Yeah!. Un ringraziamento speciale alle stazioni radio, ai programmatori, ai dj, ai programmi e ai podcast che hanno trasmesso questi o altri miei lavori, registrati o dal vivo, musicali e non, negli ultimi 40 anni.
Here are the original liner notes in english.



