Neuronautica
I privilegi dello Spettro Autistico
Stavolta l’occasione è talmente seria che faccio un preambolo.
PREAMBOLO
Quando ho iniziato a fare Mosche mi sono dato alcune regole, tra cui di scrivere del mio Autismo. Per motivi personali (parlo molto ma non di questo, invece forse dovrei) e per un motivo sociale, o se preferite politico. Nel 2026, volendo saperne di più sull’Autismo Lieve (livello 1, alto funzionamento, precedentemente noto come Sindrome di Asperger) non c’è solo l’imbarazzo della scelta, c’è l’overdose, e chiunque lo sia (o immagini di esserlo) si sente in dovere di parlarne, scriverne, comunicarcelo, rivendicarlo orgogliosamente. Tutto giusto, avessi la loro età farei esattamente la stessa cosa e forse peggio, ma il tono mi pare quasi sempre sbagliato e così le parole, utilizzate in modo impreciso. C’è un altro aspetto che forse è importante, il tema della rappresentazione dell’Autismo Lieve nei media e nel discorso sociale, che mi pare lacunoso e pieno di stereotipi. Qualcuno perfino positivo, ma gli stereotipi sono sempre brutti. Quindi qui provo anche a scardinarne alcuni, facendo anche riferimento all’articolo qui sotto, dove invece ho raccontato alcuni aspetti spiacevoli della mia condizione.
Benché faccia una certa fatica a chiamarlo Disturbo come fa la Neuropsichiatria, nella mia esperienza l’Autismo è innanzitutto una magagna, un difetto, come ho scritto nell’articolo precedente. Siccome ce l’hai dalla nascita e non si vede, a un certo punto ti accorgi di essere differente* e inizia un processo duplice. Da un lato il camuffamento di cui ho parlato, ma dall’altro la presa di coscienza che in quella differenza ci sono alcuni doni. Per me è stato un processo lungo e complicato, questo è il motivo per cui ho pudore a parlarne. Dell’Archeologia Mesoamericana, il mio interesse speciale alle elementari, non gliene fotteva niente a nessuno, non era tra le materie scolastiche e non aveva alcuna utilità sociale o potenzialmente lavorativa. Per fortuna subito dopo ho sviluppato un altro interesse sempre ossessivo ma molto più utile: la musica.
* Oggi è diverso, l’Autismo Lieve viene diagnosticato entro i 6 anni.
Pare che l’esperienza della musica per noi autistici sia diversa, ci sono alcuni studi (tra cui uno in corso) ma niente di definitivo. C’è un articolo accademico interessante: The Subjective Experience of Music in Autism Spectrum Disorder di Rory Allen, Elisabeth Hill e Pamela Heaton (2009).
La musica è stata la mia salvezza: fonte di piaceri infiniti, socialmente desiderabile, sessualmente gratificante e potenzialmente un’occupazione. Infatti pochi anni dopo, grazie all’avvento delle radio libere, ho iniziato a lavorare con la musica. Negli anni ho fatto molti lavori che le ruotano intorno, forse tutti tranne il discografico, e per quasi trent’anni è stata il mio mestiere. Molto di quello che faccio oggi, dall’insegnamento alla scrittura, ruota ancora intorno alla musica (in un senso molto ampio). Quindi questo è stato il mio interesse speciale, non l’unico ma il principale. Il mondo però è pieno di esperti di musica e musicisti per niente autistici. In che modo la mia condizione mi ha aiutato nella vita professionale?
Iperfocus
Dice l’AI: “Uno stato di concentrazione talmente intensa e prolungata da causare la completa perdita della cognizione del tempo e dell'ambiente circostante. Comunemente associato all'ADHD e all'autismo, si attiva solo per attività altamente gratificanti, portando spesso a trascurare i bisogni primari (come mangiare o dormire) e a non riuscire a staccarsi dal compito”. Nel mio caso, vivendo da solo, questa capacità ha alcuni risvolti negativi, ben spiegati in questo articolo del Centro Psicodiagnostico Italiano. Però è una delle mie armi segrete (e una delle condizioni che rendono possibile la realizzazione di Mosche, e dei miei dischi).
Pattern Recognition
“Il riconoscimento di pattern è un processo cognitivo basato sull’individuazione e la conferma di schemi, strutture e modelli. È stato dimostrato che molti individui con disturbo dello spettro autistico possiedono capacità potenziate di riconoscimento di pattern” (dal sito Autism Parenting Magazine). Ecco un’altra arma segreta, che nel mio caso si applica innanzitutto ai suoni, e che mi permette di cogliere istintivamente la struttura di un brano (quindi l’aspetto analitico) e di riutilizzarla, magari trasformata, nella mia musica. Per molti anni ho pensato che tutti percepissero la musica come me, e che certi modelli (gruppi, aggregati, sistemi di pattern e sotto-pattern) fossero evidenti a tutti.
Pensiero Divergente
Il sito Portale Autismo cita uno studio che analizza “il rapporto tra pensiero divergente (una componente cognitiva della creatività), la percezione di figure ambigue, l’uso creativo di oggetti e tratti autistici”. Nel mio caso il pensiero divergente si è rivelato un’arma efficace e non particolarmente segreta, anzi. La mia pagina sul mensile Rumore si basa quasi interamente sul mio pensare divergente (e forse anche un pochino sullo stile, divergente pure lui). All’origine di Realcore, la mia ricerca sulla Pornografia digitale (2000/2012), c’era proprio la collisione di alcuni concetti apparentemente distanti (come il Porno e il Rock’n’roll) che producevano significati nuovi. Realcore per oltre 10 anni è stato anche il mio nuovo interesse speciale (nonché fonte di lavoro, viaggi e incroci).
Attenzione ai dettagli
Sì, è vero, sono un rompicoglioni, ma stai sicuro che quando qualcosa passa nel mio filtro tutti i dettagli saranno al loro posto - proprio tutti, anche quelli che non sapevi di avere.

Ci sono anche alcuni aspetti positivi dell’Autismo nella mia vita personale. Qui però c’è una piccola trappola: per molti anni (sono stato diagnosticato da adulto) ho creduto che tutti fossero come me (dopotutto uno degli effetti della sindrome è la “Difficoltà ad accettare che possano esserci altre prospettive, non una sola prospettiva corretta”) e questo è stato fonte di guai.
Rispetto delle regole
Uno dei tratti più comuni negli autistici, per un motivo terribile: facciamo molta fatica a capirvi, a capire il vostro mondo, i vostri bizzarri usi e costumi. Quindi le regole sono la nostra ancora di salvezza, e trasgredirle vuol dire avventurarsi in un mare minaccioso e oscuro con una sua logica incomprensibile. Poi ho imparato, ma da piccolo pensavo che la giusta punizione per chi salta la fila fosse il linciaggio. Quindi non rubo, non salto la fila e non corrompo nessuno, non per virtù ma perché non sono in grado.
Compulsione all’aritmetica
Io conto. Cosa? Tutto, dai 96 gradini della mia casa d’infanzia ai 16 di quella dove vivo ora, fino al resto del benzinaio e il conto dal fornaio. Lo vedo annaspare con la calcolatrice, picchiarci sopra con ardore, e lo guardo cercando di non dirgli il totale per non farlo sentire inadatto. Ma a volte non riesco, lo dico ma non mi crede, ricomincia da capo a sommare quei sei semplici numeri, per poi alla fine scoprire che avevo ragione e fare quella faccia che si chiede: sarà un savant come Rain Man (altro stereotipo letale)? Io non lo giudico, ma lo guardo.
Onestà e mancanza di filtri
La mia capacità di dire cose orribili e pensarne di peggiori. Però se vi serve un parere sincero io sono l’uomo giusto (a vostro rischio e pericolo). Inoltre essendo molto carente in intelligenza emotiva, supplisco con quella razionale, che è un disastro quasi sempre ma in certe occasioni si è rivelato efficace, per esempio nello stare vicino a chi, quando non sta bene, non vuole essere “empaticamente confortato” - come succede a me. Inoltre a un certo punto ho scoperto che dire cose orribili a volte piace, e chi ha visto i miei spettacoli del periodo RadioGladio se lo ricorda ancora.
Incapacità di comportamenti ambigui
Non so tramare, non so fare due facce e meno che mai fregare qualcuno. Siccome invece il mondo è pieno di persone così (e talvolta è una strategia vincente), pensare che non potessero esistere e non saperne cogliere i segnali mi ha causato qualche problema. Adesso ho imparato, ma continuo a considerare la scorrettezza personale un peccato mortale. Altro buon esempio di difetto che contiene un pregio.
Ecco: questi sono le mie caratteristiche, che qualcuno su Internet definirebbe abilità speciali o perfino superpoteri. Non so che dire, come ho scritto l’altra volta per me i superpoteri sono altri, io sono nato così e mi sembrerebbe scortese esserne orgoglioso.
Come dicevo all’inizio, scrivo di queste cose con un certo pudore (di questo specifico aspetto è la prima volta). Però ho la ragionevole certezza che questo articolo possa essere utile ai “neurotipici” (il termine lievemente sprezzante con cui gli Asperger definiscono voi altri), fosse solo per sfatare le fregnacce che si leggono in giro (tipo che sicuramente Einstein, o chi ha inventato la ruota, doveva essere nello spettro: wtf). E anche a quelli/e come me, che magari da anni si chiedono come mai, a volte, hanno l’impressione di vivere in un mondo alieno, impreciso, irrazionale e pieno di pazzi.
NB: Come sempre quando scrivo di Autismo parlo del mio. Se il vostro è diverso potete, se volete, scriverlo nei commenti, ma gentilmente non mi aggredite. Grazie.
Ho parlato di Autismo anche qui:
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